‘A LIBERTÀ NUN SE CORREGGE: IL NAPOLI PRIDE COMPIE TRENT’ANNI E SCRIVE LA SUA PIATTAFORMA IN LINGUA NAPOLETANA
Il Comitato Napoli Pride rivendica la scelta politica di usare la lingua madre prima dell’italiano e dell’inglese: “Segno di una terra da sempre controcorrente e baluardo di civiltà contro la deriva autoritaria”
NAPOLI – “Trent’anne ‘e cuorpe, lotte e sgarre.. Il Comitato Napoli Pride – composto da Antinoo Arcigay Napoli, ALFI Le Maree, Associazione Trans Napoli (ATN), Pride Vesuvio e Coordinamento Campania Rainbow – annuncia la pubblicazione della piattaforma politica del Napoli Pride 2026, che culminerà nella parata di sabato 27 giugno, preceduta da dieci giorni di Pride Park (Real Albergo dei Poveri, dal 18 al 28 giugno).
In occasione del trentennale della prima, coraggiosa sfilata del 29 giugno 1996 – che segnò la nascita del primo Pride del Sud Italia e del terzo a livello nazionale, dopo Roma ’94 e Bologna ’95 – il Comitato ha compiuto una scelta politica radicale e identitaria: scrivere la piattaforma ufficiale in lingua napoletana, anteponendola storicamente e politicamente alle versioni in italiano e in inglese.
Una scelta linguistica che è un preciso atto di rivendicazione e resistenza. In un momento storico di forte regressione sociale e di attacchi governativi ai diritti civili, la lingua napoletana diventa lo strumento per dare corpo e voce all’anima di una città e una terra che, da sempre, si muovono controcorrente. Napoli, città del Mediterranean Pride, si conferma un porto aperto e fluido, un ecosistema culturale che storicamente rifiuta il confine, l’esclusione e la normalizzazione dei corpi e delle esistenze. Scegliere il napoletano significa fissare una verità immutabile: ‘A libertà nun se corregge.
Il Comitato Napoli Pride 2026 rigetta fermamente la deriva autoritaria, repressiva e moralista del tempo politico attuale e, in attuazione dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana, ripudia la guerra e le politiche militariste, denunciando i tagli al welfare e alla sanità a favore della corsa agli armamenti.
Il documento programmatico si articola su questi punti fondamentali:
- Autodeterminazione trans e non binaria:* pieno sostegno alla comunità trans ed enby (non binaria) contro la transfobia sistemica e le politiche di invisibilizzazione. Si contesta l’attuale approccio patologizzante e il sistema documentale rigidamente binarizzato. Si esige l’aggiornamento immediato ai protocolli sanitari internazionali (SOC 8 della WPATH) per una relazione medica affermativa e non coercitiva.
- Diritto all’abitare e welfare di prossimità: denuncia dell’emergenza abitativa esacerbata dalla turistificazione selvaggia. Si richiede la creazione di case di accoglienza e rifugi mirati per persone LGBTQIA+ (in particolare donne trans) cacciate dalle famiglie e marginalizzate.
- Sanità pubblica e contrasto allo stigma (U=U): richiesta di una sanità pubblica gratuita e accessibile, contro ogni barriera perché sia garantito a tutte e tutti il diritto costituzionale alla salute. Riaffermazione del principio scientifico U=U (Undetectable = Untransmittable) contro lo stigma e la moralizzazione che ancora colpiscono le persone che vivono con HIV e le infezioni sessualmente trasmissibili.
- Pieno riconoscimento delle Famiglie omogenitoriali e transgenitoriali: tutela immediata e automatica de3 figl3 alla continuità affettiva e al riconoscimento della propria famiglia alla nascita, superando l’insufficienza della, mai riconosciuta, stepchild adoption e rigettando la criminalizzazione della GPA.
- Scuole e università sicure e inclusive: contrasto alla cis-normatività nei luoghi del sapere. Richiesta di adozione sistematica delle carriere alias, tutela per l* trans kids e minori gender creative, e introduzione obbligatoria dell’educazione sessuo-affettiva e di genere nelle scuole.
- Intersezionalità e politiche migratorie umane: netta opposizione al nuovo Patto UE su immigrazione e asilo e alla costruzione di nuove strutture di detenzione amministrativa (come il CPR previsto a Castel Volturno). Maggiori tutele per le persone LGBTQIA+ migranti e in particolare per le donne trans migranti, esposte alla tratta e prive di percorsi adeguati di inclusione sociale. Subito il riconoscimento della cittadinanza a chi vive, studia e lavora nel nostro Paese.
- Lotta al patriarcato e divieto delle terapie di conversione: richiesta di strumenti legislativi e culturali per vietare le criminali “terapie di conversione” in ogni contesto. Alleanza indissolubile con i percorsi transfemministi.
- Tutela e dignità del sex work: riconoscimento del sex work come autodeterminazione da sottrarre allo stigma economico e morale.
- Valorizzazione della tradizione locale: riconoscimento, rispetto e risorse materiali per la storica comunità e tradizione del territorio (femminielle, masculilli, queeriniell*).
Trent’anni fa, Napoli anticipava i tempi dettando l’agenda politica dei diritti nel Mezzogiorno e nel Paese tutto. Oggi, nel 2026, il Napoli Pride rinnova quel patto con il suo popolo, la Città e il Paese, con la “capatosta” di chi sa che la vita e l’amore non si piegano ai modelli unici della propaganda.
Pecché da trent’anni, a Napule, ‘a libertà nun se corregge.
Leggi piattaforma completa: https://napolipride.org/piattaforma-politica/
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