Piattaforma Politica 2022

NAPOLI PRIDE 2022

Napoli, 2 luglio 2022

 

Il Napoli Pride ritorna, nella sua forma più pura che è quella del corteo, dopo due anni di pandemia che ci hanno costrett* all’isolamento, alla paura, che hanno minato la nostra possibilità di rivendicare i diritti che ci vengono quotidianamente negati.

Due anni in cui il mondo si è fermato, ma la nostra vita no, e siamo stat* costrett* a viverla in assenza di cure adeguate per i nostri corpi e le nostre menti, di tutela legale e sociale, dei rapporti umani che costituiscono la linfa vitale per ognun* di noi.

Oggi possiamo di nuovo percorrere le strade della nostra città liberamente, ma troviamo un mondo diverso.

E ciò che accade nel mondo ci proietta in una dimensione spaventosa di anarchia dei diritti che ridimensiona radicalmente le lotte liberali che hanno definito, in alcuni Paesi e per anni, l’umanità nella sua collettiva e indistinta dignità.

I processi di emancipazione comunitari e politici stanno esponendosi ad un’ostilità che rivendica distinzioni, confini, guerre e diritti acquisiti e poi negati.

E quella politica che si batte per sostanziare le libertà individuali, non è capace di sottolineare le istanze che queste portano, distinte e fondamentali, realizzando un processo di mediazione che inevitabilmente scinde i diritti in prioritari e secondari, scegliendone la narrazione e il grado di importanza, negando la speranza di chi è fragile davanti a proposte incomplete e che non garantiscono le vite di tutt* e tutte.

Mentre tra la Russia e l’Ucraina si combatte ereticamente contro l’autodeterminazione dei popoli, Kirill espone l’occidente ad esternazioni che minacciano concretamente il vissuto di milioni di persone LGBTQIA+, sollecitando prepotentemente un’altra guerra ideologica che sconfina quella dei popoli, che si abbatte nei pensieri minacciosi degli ignoranti, di fanatici, dei politici della negazione, di chiunque non ha gli strumenti per codificare e annientare il pregiudizio.

Intanto negli USA la Corte Suprema abolisce il diritto di interrompere la gravidanza alle donne, acuendo quella dimensione di asimmetria, disagio e preoccupazione che le donne e la popolazione di persone lesbiche, gay, trans, bisessuali, queer, asessuali, intersessuali (+) portano con sé, nella speranza sempre viva che si acquisiscano piene libertà, quella speranza vecchia di secoli, portata avanti dai femminismi e oggi tradita ancora una volta.

Toccate le donne, i loro corpi, il diritto o no al concepimento, annientato un diritto acquisito, si ritorna indietro nella storia e si può intuire il pericolo che voracemente ci coinvolge.

La stessa Europa sta percorrendo conflitti che da anni crescono, confinano, pregiudicano.

Per questo, oggi, e in seguito al totale ostracismo che ha trovato il ddl Zan (disegno di legge contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo), dobbiamo considerare chiaramente quale sia la strada che porti ad una vera emancipazione della nostra nazione, senza mediazioni politiche, senza strumentalizzazioni che gerarchizzano i diritti in importanti e meno importanti.

“Il nostro disegno di legge” deve garantire la tutela dei bambini e delle bambine delle famiglie omogenitoriali, delle persone trans adulte e in minore età, deve introdurre il matrimonio egualitario, deve poter registrare una riforma della medicina di genere che tenga conto di tutte le persone e le peculiarità dei corpi non binari, quelli delle persone transgender e non binary, una medicina che non sia creata su misura esclusivamente per il maschio bianco eterosessuale, deve sostanziare la necessità dell’accesso alla genitorialità per chi lo desidera e garantire a chiunque un processo completo di emancipazione sociale, decodificando la cultura binaria che ha reciso possibilità e principi costituzionali, garantendo il diritto al lavoro che è la prima forma di emancipazione per tutte e per tutt*.

Definire oggi una “cultura dei diritti” vuole dire farsi carico di una complessità che attraversa le soggettività per essere in grado di intercettare le numerose declinazioni di ciascun*. Nella realtà delle nostre vite, le lacune legislative oppure le pratiche discriminatorie dirette o indirette, limitano l’attuazione di diritti umani e costituzionali imprescindibili.

La nostra Costituzione deve essere letta nella sua autenticità, negata dal diritto di prelazione etero-cis-normato, per una efficacia sostanziale e mai più escludente, e per abbattere qualsiasi forza contraria che costituisca pericolo, per le persone LGBTQI* e anche per tutte le altre: quando comincia l’erosione dei diritti, vengono minate la sicurezza e la libertà di ognun*, l’oscurantismo non fa eccezioni e non fa prigionier*.

Per cui no, quest’anno non faremo una lista di rivendicazioni. Quest’anno faremo solo una chiamata: riprendiamoci le nostre vite, torniamo ad occuparci di tutti i diritti e abbandoniamo la dinamica dell’urgenza che ci vede – per altro erroneamente – sempre in secondo piano.

Cominciamo a farlo il 2 luglio. Ore 15.00, piazza Municipio, Napoli Pride.