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Mediterranean Pride Of Naples 2017

Napoli, 24 Giugno 2017

 

Sabato 24 giugno avrà luogo il Mediterranean Pride of Naples, evento che si inserisce nella rete dell’Onda Pride nazionale con cui si rievocano, nelle maggiori città italiane, i leggendari moti di Stonewall, quei moti che, nel lontano 1969, diedero il via alle lotte di rivendicazione della comunità Lgbt in tutto il mondo.

I temi centrali del Mediterranean Pride of Naples 2017 saranno il Corpo e la capacità di autodeterminarsi e, ovviamente, il Mediterraneo.

Il corpo inteso come laboratorio di libertà e intima e rivoluzionaria fucina della propria autodeterminazione. Al di là di qualsiasi schematismo ideologico e politico, rivendicare la centralità del corpo e del corpo nella sua dimensione fisica ed erotica significa sottrarre il corpo sia alla logica della mercificazione capitalistica sia a quella della mortificazione religiosa. In tale prospettiva, il corpo diventa uno strumento rivoluzionario, di potenziale infrazione a qualsiasi normalizzazione coatta, a qualsiasi autorità che, dall’esterno, intenda decidere per il nostro corpo e sul nostro corpo. Il corpo, nell’esibizione della sua fluida e nuda potenzialità destrutturante, scardina la cappa sessuofobica, misogina e maschilista che incombe ancora nell’immaginario collettivo.

 

Il Coordinamento Campania Rainbow (Arcigay Antinoo di Napoli, Arcigay Marcella di Folco di Salerno, Arcilesbica Napoli “Le Maree”, ATN Associazione Trans Napoli, Maschile Plurale, Famiglie Arcobaleno, Arcigay Vesuvio Rainbow, Arcigay Caserta Rain, I’m gay any problem?, a.s.d. Pochos 2012-Gaycs, Wand Benevento, Omondo, Fondazione GIC, NPS Napoli, Certi Diritti Napoli e altre associazioni, gruppi e collettivi lgbt e non), con il supporto di tutti gli altri soggetti aderenti a questa piattaforma, intende attraverso il Mediterranean Pride of Naples 2017 (MPoN 2017) promuovere il protagonismo e la visibilità della popolazione lgbt cittadina e regionale, come unico ed efficace strumento contro la discriminazione e il pregiudizio, la violenza e l'arretratezza, l'odio e l'ignoranza.

Inoltre, è indispensabile ricordare che, insieme al tema del corpo, il Pride di Napoli insiste, da sempre, sul tema del Mediterraneo. Il Mare Nostrum come ponte di culture e conoscenze che unisce popoli solo apparentemente distanti, popoli che, invece, sono chiamati a riconoscersi e dialogare costruttivamente in virtù di una medesima impronta culturale. Le culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo, infatti, sono accomunate da tratti distintivi molto simili, anzi è bene ricordare che sono molto più numerosi gli elementi di continuità che quelli di frattura, una continuità culturale dovuta al fatto che l’intero substrato culturale, dalla scienza all’architettura, dall’arte alla pittura, dalla cucina alla musica, ha assunto, sulle varie sponde del mediterraneo, sì espressioni diversificate ma strutturalmente identiche. Da questa riflessione consegue la necessità di rivendicare le istanze dell’accoglienza, della condivisione e della comunione tra tutti i popoli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. Proprio per questo, per il Mediterranean Pride 2017, si impone la necessità di far iniziare il corteo da Piazza Municipio, piazza simbolo “sospesa” tra il Porto, luogo cardine di partenze e approdi nel Mediterraneo, e Palazzo San Giacomo, Casa comunale che ha accolto, nell’ultimo anno, momenti importanti della nostra storia dei diritti, come la prima unione civile celebrata dal Sindaco di una grande città italiana e il convegno internazionale Nelfa dal titolo: "Famiglie Arcobaleno in Europa - Stesso amore, diverse tutele”.

Il Mediterranean Pride of Naples si inserisce con questo grido nell’ “Onda” dei Pride territoriali, e più in generale nel panorama dei pride internazionali, che proprio alla fine di giugno (28 giornata internazionale dell’orgoglio lgbt) vedono in tutto il mondo il momento di maggiore diffusione.

Il tema centrale del Mediterranean Pride of Naples 2017 sarà il corpo, inteso come laboratorio di libertà e intima e rivoluzionaria fucina della propria autodeterminazione. Al di là di qualsiasi schematismo ideologico e politico, rivendicarne la centralità - anche nella sua dimensione fisica ed erotica - significa sottrarre il corpo sia alla logica della mercificazione capitalistica sia renderlo uno strumento rivoluzionario di potenziale infrazione a qualsiasi normalizzazione coatta.

Rivendicare i diritti del corpo, significa anche restituire alle associazioni LGBT il significato primigenio di movimento di liberazione sessuale e culturale avviando, proprio a partire dal Mediterranean Pride of Naples 2017, una discussione laica, seria, informata ed emancipata su tutte le questioni che investono il nostro corpo. Dall'integrazione nel mondo del lavoro delle persone transessuali, stigmatizzate ed escluse a causa della trasformazione che hanno consapevolmente operato sul proprio corpo, alla creazione di una campagna di sensibilizzazione e prevenzione delle mts che emerge come chiara priorità del nostro Paese travalicando i confini dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale, passando inevitabilmente per il contrasto alla discriminazione e allo stigma che colpisce chi decide consapevolmente di prostituirsi e di chi rivendica, da diversamente abile, il proprio naturale diritto alla sessualità e al piacere fisico.

Il corpo, posto al centro del Mediterranean Pride of Naples, invita anche ad una riconsiderazione più attuale e moderna dei nostri stessi perimetri fisici e identitari, una riconsiderazione che, superando obsoleti schematismi fondati sulla classificazione binaria di sesso e genere, ci spinga ad infrangere una volta e per tutte l’idea del corpo come frontiera sociale che ostacola ed inibisce chiunque desideri, legittimamente, ribaltare  e mescolare i ruoli di genere o identificarsi con più forme di espressione di genere anche simultaneamente.

Non possiamo, inoltre, dimenticare che la legge 20 maggio 2016, n. 76 c.d. Legge Cirinnà, per quanto importante e innovativa, ha lasciato fuori un segmento cospicuo del movimento, un segmento formato da tutti quei gay e quelle lesbiche che hanno deciso di perseguire con convinzione e determinazione il proprio progetto di genitorialità, progetto legittimo che non può e non deve essere oggetto di alcun giudizio sociale e di nessuna sommaria reprimenda oscurantista. In tale prospettiva, richiamiamo l’attenzione di tutte le cittadine e tutti i cittadini sul tema della gestazione per altri e sull’urgenza di affrontare una discussione a riguardo.

È fondamentale continuare il percorso verso la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali, che  necessariamente passa attraverso il riconoscimento della filiazione alla nascita, l’introduzione dell’adozione per tutti e del matrimonio egualitario.

Questo Pride nasce anche con l’intento di celebrare l’orgoglio di tutte le identità offese e contrastare ogni discriminazione fondata sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’appartenenza etnica, sulla religione, sull’età e sulle disabilità fisiche, sullo status socio-economico è una necessità etica prima ancora che politica. Lesbiche, gay e trans, infatti non sono solo una categoria discriminata, ma sono parte integrante e trasversale dello stesso tessuto sociale attaccato e deprivato che oggi lotta per la sua dignità.

Occorre coltivare la solidarietà reciproca della rete tra le varie anime della popolazione per rafforzare la consapevolezza del diritto ad un'esistenza felice, libera e dignitosa di tutte e tutti, il Pride non può essere circoscritto in un ambito limitato, bensì contestualizzato nel quadro più ampio di temi e problemi le cui refluenze toccano i singoli territori, e soprattutto deve tenere debito conto dell'obiettivo da raggiungere: la felicità delle persone, il loro stare e sentirsi bene.

 

Infine, bisogna ricordare l’originale restyling del logo del Mediterranean Pride of Naples 2017: una rielaborazione della Statua del Nilo, uno dei simboli più interessanti della Storia inclusiva del capoluogo partenopeo. Partendo dal corpo, tema di quest’edizione, si è deciso di puntare su una statua, quella del Nilo, che sorge nel cuore della città e che, per anni, è stata chiamata  cuorpo 'e Napule e che fu interpretata erroneamente come la statua di un personaggio femminile (anche perché  presenta alcuni putti che sembrano essere allattati dal Nilo). Inoltre, al di là della suggestiva indeterminazione di genere, la scultura risale ai tempi della Napoli greco-romana, quando in quell’area urbana si stabilì una comunità egiziana e il popolo napoletano si dimostrò molto inclusivo verso questo fenomeno, tant'è che le colonie vennero soprannominate le “nilesi”, in onore del vasto fiume egiziano e fu eretta la statua del fiume Nilo, divinità simbolo di prosperità e benessere.  

Per quanto detto, nel rispetto e per la tutela:

  • dell’autodeterminazione della persona umana e dei popoli;
  • dei diritti sanciti dalla Carta Costituzionale, dei Principi fondamentali dell’Unione Europea e dei Trattati internazionali sui diritti umani;
  • della laicità dello Stato,

Il MPoN 2017 chiede a tutte le amministrazioni e gli enti locali, ai soggetti operanti nel terzo settore e alla cittadinanza tutta:

- che vengano pianificate azioni positive contro il pregiudizio omofobico e transfobico attraverso interventi nelle scuole, campagne di sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado per il contrasto al bullismo omofobico e transfobico, azioni di formazione per studenti, docenti e genitori per una scuola più laica, inclusiva ed interculturale;

- l’apertura di sportelli di sostegno, assistenza e di ascolto, che vengano avviati percorsi di formazione della pubblica amministrazione e delle forze dell’ordine, e che siano rafforzati inoltre i rapporti di collaborazione e ricerca scientifica con tutti gli atenei della regione Campania;

- che venga garantita la possibilità di avere sul territorio della città metropolitana di Napoli, una casa di accoglienza per persone LGBT vittime di violenza e di odio;

- la piena attuazione della Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, attraverso il potenziamento e l’applicazione di ogni forma di tutela possibile per quanto attiene l’accesso di lesbiche, gay e transessuali/transgender al mercato del lavoro, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la tutela dell’occupazione e delle garanzie contrattuali frutto di battaglie e conquiste sociali;

- che vengano avviati, con tutte le parti parti sociali e le istituzioni territoriali, percorsi volti a costruire modelli di network management sul territorio, finalizzati al superamento delle discriminazioni ma anche per agevolare le condizioni lavorative delle persone lgbt, più esposte all’esclusione sociale, attraverso pratiche di “diversity management” ed “equality standard” e attraverso la valorizzazione di alcuni settori produttivi come il turismo lgbt;

- che vengano avviate azioni di contrasto alle discriminazioni, nei confronti delle persone lgbt, in ambito sportivo, attraverso la collaborazione con enti di formazione, università, associazioni ed enti sportivi e con le istituzioni locali volti ad attuare progettazioni ed eventi che consentano una serena partecipazione alle attività sportive, amatoriali ed agonistiche, da parte delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans;

- che venga garantito il diritto alla salute delle persone lgbt, creando un tavolo contro le discriminazioni con i Direttori Sanitari di tutte le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere ed i Direttori di Dipartimento di facoltà sanitarie, che discuta e formi il proprio personale ad una “diversa” accoglienza, anagrafica e raccolta anamnesi che preveda l'esistenza delle persone lgbt, con le proprie specifiche esigenze e bisogni sanitari, ponendo fine alle discriminazioni e negazione in ambito sanitario;

- si richiede infine la riattivazione di campagne regionali d’informazione sulla prevenzione delle MTS e sul preservativo, garantendo i diritti delle persone sieropositive.

 

Chiediamo inoltre:

- il riconoscimento della cittadinanza ai minori nati in Italia ed ai cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio:

- una migliore applicazione della Direttiva 2005/85/CE del Consiglio, del 1° dicembre 2005 riguardante lo status di rifugiato anche per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali/transgender perseguitati nei paesi d’origine;

- soluzioni urgenti per quanto attiene il dramma della condizione carceraria (resa ancora più dolorosa per gli aspetti discriminatori legati all’orientamento sessuale ed all’identità di genere ) e il ripristino della legalità con l’applicazione di normative sul reinserimento e il recupero socio-occupazionale dei detenuti.

Il MPoN 2017 auspica che tutte le amministrazioni e gli enti locali assumano un ruolo propositivo per:

- produrre una legge nazionale che chiaramente definisca e persegua il reato di violenza a sfondo omo-transfobico attraverso l’estensione della legge Mancino all’orientamento sessuale e all’identità di genere;

- rimuovere gli ostacoli di natura sociale e normativa che limitano l’effettiva uguaglianza delle persone omosessuali e transessuali/transgender attraverso il recepimento pieno e sostanziale della Risoluzione del Parlamento europeo del gennaio 2006 e delle Direttive Europee 207 del 1976 e 78 del 2000;

- la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali e transgenitoriali, anche attraverso il riconoscimento della filiazione alla nascita, l’introduzione dell’adozione per tutti e del matrimonio egualitario;

- l’accesso all’adozione per coppie omosessuali e single;

- l’accesso alle tecniche di pma per coppie omosessuali e donne single;

- la garanzia della presenza di personale non obiettore nelle strutture mediche pubbliche, perché non sia messo a rischio il diritto delle donne di ricorrere all’ivg (interruzione volontaria di gravidanza);

- il pieno recepimento della direttiva europea 38 del 2000 sulla libertà di movimento dei cittadini europei in modo rispettoso dei diritti delle coppie di fatto o registrate gay e lesbiche;

- il rispetto dei diritti umani nel mondo, per l’abolizione della pena di morte, per la depenalizzazione del reato di omosessualità e transessualità presente nella legislazione di decine di Paesi;

- rendere finalmente effettiva la completa eliminazione di ogni voce di patologia dai codici sanitari per omosessualità e bisessualità da parte del Sistema Sanitario Nazionale;

- attuare campagne nazionali e mediterranee di ricerca, formazione e sensibilizzazione per contrastare qualsiasi forma di discriminazioni legate all’orientamento sessuale e/o all’identità di genere in ambito sportivo;

- Attivarsi in seno alla Comunità Internazionale perché la Russia ponga immediatamente fine alle persecuzioni delle persone lgbt in Cecenia e perché i responsabili delle stesse siano chiamati a rispondere per crimini contro l'umanità innanzi alla Corte dell'Aja.

 

 

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